Energia - accordo UE su rinnovabili al 32%, scontro su efficienza

Rinnovabili ed efficienza energeticaLe istituzioni europee trovano la quadra sul dossier rinnovabili: fissato un target del 32% al 2030. Fallisce invece il negoziato sulle nuove regole per l’efficienza energetica.

Energia - Italia e Spagna per target 35% rinnovabili ed efficienza

Il trilogo sui dossier rinnovabili ed efficienza energetica si chiude con una notizia buona e una cattiva. Mentre i negoziatori di Parlamento e Consiglio trovano un accordo sulle rinnovabili, fallisce invece la ricerca di un compromesso sull'efficienza energetica, rimandato con ogni probabilità al prossimo semestre europeo, a guida austriaca.

Rinnovabili - per obiettivi 2030 occorre investire 60 miliardi

Chiusa la partita europea sulle rinnovabili

L’iniziale proposta della Commissione di raggiungere il 27% di rinnovabili entro il 2030, senza prevedere obblighi vincolanti per gli Stati membri, era stata subito bollata dal Parlamento europeo come deludente. Ed era stata rimandata al mittente dalle commissioni Industria e Ambiente del PE con la richiesta di un obiettivo di rinnovabili nei consumi finali europei del 45%.

Questo impegno realisticamente non sarebbe stato accolto dagli Stati membri, così il target è stato portato al 35%, con la richiesta di includere obiettivi nazionali vincolanti.

UE – da efficienza energetica e rinnovabili piu’ benefici che costi

Timidi passi avanti da parte degli Stati membri erano stati mossi ad aprile, nel corso della riunione informale dei ministri dell’Energia europei a Sofia. E nei giorni scorsi, i nuovi governi di Italia e Spagna si erano detti pronti ad abbracciare le posizioni dell'Europarlamento quanto agli obiettivi, vale a dire fissare target UE del 35% al 2030 per la quota di consumo di energie rinnovabili.

Il compromesso raggiunto non è altrettanto ambizioso - 32% di rinnovabili al 2030 - ma supera comunque le aspettative iniziali: “Accordo raggiunto”, twitta soddisfatto il commissario UE per l’Azione per il clima Miguel Arias Canete.

Le altre novita' dell'accordo: criteri di sostenibilita' per biomasse solide

Oltre a fissare il target del 32%, l’accordo fissa la quota di fonti rinnovabili nei trasporti al 14%, prevede di eliminare l’utilizzo di olio di palma entro il 2030 e fissa la riduzione delle emissioni di CO2 al 40% entro il 2030.

Per la prima volta sono inoltre stati inseriti criteri di sostenibilità per le biomasse solide. L'approccio garantisce che la biomassa sia prodotta in modo sostenibile e legale, indipendentemente dalla sua origine geografica.

I criteri di sostenibilità si applicheranno per gli impianti con potenza (sia elettrica sia termica) pari o superiore a 20 MW, e agli Stati membri è consentito fissare criteri più elevati.

In termini di target gli impianti a biomassa per la produzione elettrica e termica (anche raffrescamento) dovranno dimostrare di garantire un risparmio dei gas effetto serra del 70% dal 2012 e dell'80% dal 2026.

In caso di nuovi impianti che producono solo energia elettrica, le installazioni tra 50 MW e 100 MW devono soddisfare i criteri BAT (Best available technologies), gli impianti da 100 MW devono avere un'efficienza elettrica netta di almeno il 36%. I combustibili fossili non possono essere il principale combustibile, escludendo la co-combustione delle biomasse nelle centrali elettriche a carbone.

Fallisce il negoziato per l’efficienza energetica

Da rifare invece la partita efficienza energetica, avviata con la proposta del Parlamento europeo che rialzava la posta rispetto a quella iniziale della Commissione, che nel rivedere la direttiva 2012/27 – ad oggi il principale strumento legislativo sull'efficienza energetica in vigore a livello UE – chiedeva di introdurre un obiettivo europeo vincolante di miglioramento dell'efficienza energetica del 30% per il 2030.

Dopo lunghe contrattazoni, la plenaria ha dato il via libera a un obiettivo vincolante del 35% dopo il 2021, anche in questo caso per rendere fattibile l’accordo con gli Stati membri.

Accordo però fallito: la trattativa si sarebbe arenata non tanto sull’obiettivo finale, quanto sui vari sotto-target annuali obbligatori per i Paesi, tra i quali quello sui risparmi energetici.

“Passi avanti, ma non non ci siamo ancora. Chiedo al Parlamento e al Consiglio di essere flessibili e cercare un compromesso", ha twittato Canete.

I negoziati sono con tutta probabilità rimandati al prossimo semestre, guidato dalla presidenza austriaca, che si insedia il 1° luglio.

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