Sblocca-cantieri: i principali emendamenti

Emendamenti dl Sblocca-cantieri: Photocredit Dimitris Vetsikas da Pixabay Continua in Commissione riunita Lavori pubblici e ambiente del Senato l’iter di conversione del dl Sblocca-cantieri in legge, a colpi di emendamenti e dietrofront. Tra le modifiche approvate più rilevanti, rientrano il ritorno alla procedura negoziata sotto al milione di euro, l’abolizione dell’incentivo del 2%, ma anche quelle inerenti il subappalto e il finanziamento del Fondo “Salva PMI”.

Via libera al decreto legge Sblocca Cantieri

E’ previsto per il 28 maggio l’arrivo in aula al Senato del testo di conversione in legge del dl Sblocca-cantieri su cui, in queste settimane, stanno lavorando le commissioni competenti.

Procedura negoziata fino a 1 milione

E’ stato approvato l'emendamento che prevede la procedura negoziata per gare sotto al milione di euro, suddividendo però le gare in diversi scaglioni in base agli importi dell’appalto e al conseguente numero di preventivi obbligatori da consultare.

D’ora in avanti, quindi, le soglie saranno le seguenti:

  • Tra 40 mila e 150 mila euro (221 mila euro per forniture e servizi) si procederà con affidamento diretto previa consultazione, ove esistenti, di almeno 3 operatori economici per i lavori e di almeno 5 operatori per i servizi e le forniture;
  • Tra 150 mila e 350 mila euro si procederà con procedura negoziata, consultando almeno 10 preventivi;
  • Tra 350 mila euro e 1 milione si procederà con procedura negoziata, consultando almeno 15 preventivi.
  • Sopra al milione di euro, la gara sarà a procedura aperta, con il vincolo di aggiudicazione al prezzo più basso ed esclusione delle offerte anomale fino alla soglia comunitaria di 5,5 milioni.

Per garantire la concorrenza, l'emendamento prevede sia l'obbligo di ruotare gli invitati, in modo da non chiamare sempre le stesse imprese, sia quello di selezionare le aziende tramite indagini di mercato o attingendo da un elenco di operatori.

 Bye bye incentivo del 2% ai tecnici della PA

Tra gli emendamenti approvati nella notte del 21 maggio, figura la cancellazione dell’incentivo alla progettazione del 2% per i tecnici della pubblica amministrazione, previsione che aveva suscitato notevoli malcontenti da parte delle categorie, a cominciare da Inarcassa, la Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti.

Sul punto, infatti, si era espresso duramente il presidente Egidio Comodo, secondo cui "la misura dell'incentivo al 2% per i dipendenti pubblici comporterebbe inevitabilmente uno svilimento del ruolo e della qualità del lavoro garantita dai liberi professionisti che operano nei confronti della pubblica amministrazione e avvantaggerebbe i soli dipendenti pubblici con un'integrazione importante del loro, già sicuro, stipendio".

Sblocca Cantieri - critiche da ANAC e Inarcassa

La norma contenuta originariamente nel dl Sblocca-cantieri prevedeva, infatti, che le pubbliche amministrazioni potessero destinare a “un apposito fondo, risorse finanziarie in misura non superiore al 2 per cento, modulate sull'importo dei lavori posti a base di gara per le funzioni tecniche svolte dai dipendenti  pubblici esclusivamente per le attività' di programmazione della spesa per investimenti, per la verifica preventiva dei progetti di predisposizione e di controllo delle procedure di bando e di esecuzione dei contratti pubblici, di responsabile unico del procedimento, di direzione dei lavori ovvero direzione dell'esecuzione e di collaudo tecnico e amministrativo, ovvero di verifica di conformità, di collaudatore statico ove necessario per consentire l'esecuzione del contratto nel rispetto dei documenti a base di gara, del progetto, dei tempi e costi prestabiliti”.

Dopo l’approvazione dell’emendamento, la normativa torna quella già prevista dal Codice appalti con il bonus ai dipendenti della PA solo per attività di programmazione e controllo.

Subappalto: nuove soglie e cause di esclusione

Dietrofront anche sulle soglie del subappalto che vengono portate al 40%. La volontà del governo di cambiare la soglia era già circolata nei giorni passati quando il senatore Agostino Santillo, intervenuto al Convegno dell’ANCE sul dl, aveva annunciato l’intenzione di ridurre la quota dal 50% al 40%.

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Rimane integra, invece, la facoltà delle stazioni appaltanti di decidere per ogni bando la quota da destinare al subappalto, possibilità malvista dalle associazioni delle imprese per le difficoltà organizzative che ne derivano.

E’ stato approvato anche l'emendamento che prevede l’eliminazione della possibilità per un concorrente alla gara, di proporsi come subappaltatore al vincitore dell'appalto. La norma era stata criticata dall’ANAC perchè rischiava di generare logiche di spartizione delle gare tra le società partecipanti.

Chi paga per il Fondo Salva-PMI

Sta prendendo, infine, sempre più forma il Fondo Salva- PMI, proposto nei giorni passati dal governo tramite un emendamento presentato dal Ministero dei Trasporti (MIT), e finalizzato a garantire i pagamenti alle imprese subappaltatrici in caso di fallimento dell’appaltatore.

Sblocca cantieri: gli emendamenti del MIT

Rispetto, però, alle prime versioni sul funzionamento del Fondo, circolate nei giorni scorsi e che prevedevano l'onere economico in capo alle imprese vincitrici dell’appalto adesso, invece, ci si starebbe orientando in altro modo. Nessuna micro tassa a carico delle imprese che si aggiudicano la gara d’appalto, bensì un finanziamento con risorse provenienti all'interno del quadro economico a disposizione di ogni opera pubblica.

Photocredit: Dimitris Vetsikas

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